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GIORDANIA – PETRA

Il Parco Archeologico di Petra patrimonio UNESCO

GIORDANIA – PETRA

PETRA

Andiamo insieme in Giordania, alla scoperta della misteriosa Petra, la Città rossa. Preparatevi a visitare una delle Nuove Sette Meraviglie del Mondo. Nelle infinite sfumature rosse dell’arenaria è scolpita la storia e la cultura di popoli antichissimi. La città fu prima insediamento Edomita per poi divenire la capitale del regno Nabateo. Da sempre frequentata dai Bizantini e dai Romani, attorno al VII secolo subì un lento periodo di decadenza, causata dalla diminuzione dei commerci. Infine, fu abbandonata e frequentata solo dalle famiglie nomadi beduine, che abitavano le stanze scavate nella roccia arenaria. Solamente nei primi anni del 1800, il sito fu riscoperto dall’archeologo svizzero J.L. Burckhardt. Oggi, le facciate scolpite nella roccia rossa fanno di Petra un monumento unico nel suo genere, tanto da essere inserita nella lista dei siti del patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

PARCO ARCHEOLOGICO DI PETRA

La città antica si estende su una vasta area di montagne e wadi, ma ha un unico punto di accesso principale: il Petra Visitor Centre, a Wadi Musa. Muniti di pranzo al sacco e acqua, scarpe resistenti, un cappello, una crema solare in ogni periodo dell’anno, e in inverno una giacca calda, raggiungete il parcheggio adiacente al Visitor Center. Portate con voi batterie e memory card perché al di là del Siq i rifornimenti sono limitati.

Una volta passati i controlli di sicurezza alla sinistra dell’ampia piazza mostrate il Jordan Pass per ricevere i biglietti d’ingresso. Dall’ingresso principale si entra nel canyon chiamato Siq, lungo circa 1,6 km, è una voragine che spaccò in due la roccia durante un terremoto preistorico. Camminando fra le meravigliose pareti di arenaria che si elevano fino ad 80 metri, si notano le meravigliose sfumature dei colori rosso e rosa, le iscrizioni in linguaggi antichi, stanze scavate nelle spirali d’arenaria e canali per il trasporto dell’acqua.

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CASE DEL DJINN


Nella necropoli, lungo il sentiero che dal Centro Visitatori porta alla profonda gola del Siq, si possono osservare siti di sepoltura straordinariamente insoliti, alcuni dei più antichi di Petra. A circa 400 metri dall’ingresso, sulla destra, incontriamo tre grossi blocchi chiamati Case del Djinn (2) o Case
dello Spirito. Costruiti dai nabatei nel I secolo d.C., la loro funzione resta incerta -potrebbe trattarsi di tombe o di monumenti legati al culto dell’acqua e della fertilità. I nativi beduini raccontano che erano dimore di djinn o cisterne (as-Sahrij).

Proseguendo lungo la strada sterrata incontriamo un’iscrizione bilingue che rimanda al versante opposto, dove sorge il complesso funebre composto dalla Tomba dell’Obelisco e dal Triclinio di Bab as-Siq, realizzati per volere del Re Nabateo Malichos II, che regnò tra il 40 e il 70 d.C. Nel testo nabateo dell’incisione, si menziona la discendenza paterna del re su tre generazioni: “Abdmanku figlio di Akayus figlio di Shullay figlio di ʿUtayhu costruì questo monumento funebre per sé e per i suoi discendenti e per i loro discendenti in eterno, durante la sua vita”. La versione greca è invece abbreviata e il suo nome e quello di suo padre sono ellenizzati: “Abdomanchos figlio di Achaios fece questo monumento funebre per se stesso e per i suoi figli“.

La Tomba degli Obelischi e il Triclinio di Bab al-Siq condividono la scala d’accesso e sono realizzati con la medesima tecnica, perciò gli studiosi ritengono che siano stati costruiti contemporaneamente e che rappresentino un unico complesso funerario. La Tomba degli Obelischi, costituisce un esempio unico di architettura nabatea in quanto è l’unica a sorgere sulla stessa parete del triclinio (luogo di lutto per i congiunti) e ad essere decorata da quattro grandi obelischi, chiamati Nefeshes. Al centro della grande facciata (15,9 m di larghezza x 12,3 m di altezza) nella nicchia rettangolare è raffigurata una figura del re in piedi con una lunga veste. Sulla destra, di fronte alla facciata larga 16 m, un piccolo stibadium (panca semicircolare) è stato scavato nella piattaforma rocciosa per i rituali in onore del defunto. Il profondo bacino a forma di T accanto ad esso è un’aggiunta successiva, forse con lo scopo di raccogliere l’acqua piovana.

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Casa del djinn
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Tomba degli obelischi

LA GOLA: IL SIQ

Proseguendo sul sentiero si giunge al Siq (3), una gola scavata nell’arenaria dal vento e dall’acqua. Sui fianchi della parete (in alcuni punti alta 80 m e larga 3 m) a margine del percorso, possiamo ammirare i canali idrici, utilizzati per il trasporto dell’acqua all’interno della città. Rimangono alcuni resti di piccole tombe ed elementi decorativi scultorei. Lo sfruttamento delle risorse idriche attraverso canali scavati nell’arenaria è uno delle chiavi principali che ha permesso la prosperità degli abitanti della città.

IL TESORO DEL FARAONE

In fondo alla gola, dalla feritoia di roccia rossa, si intravede una piccola porzione del palazzo più famoso di tutto il sito di Petra, l’ El-Khazneh al Faroun ,il Tesoro del Faraone (4).
Lo stile architettonico del Tesoro del Faraone è di spunto ellenistico, costituito da due ordini sovrapposti. Il primo ordine si compone di sei colonne lisce, con capitelli di spunto corinzio, che sostengono la grande trabeazione. Quest’ultima, riccamente decorata, presenta al centro un timpano che ospita una scultura raffigurante la testa di un Gorgone. Nei comparti laterali, al fianco delle colonne, sono scolpite due figure a cavallo identificate come Dioscuri (figli di Zeus). Nella parte alta troviamo il secondo ordine del Tesoro del Faraone. Gli avancorpi laterali decorati ospitano nella loro rientranza un Tholos con tetto a cono che regge un’urna decorativa. Il complesso scultoreo della facciata negli anni è stato vandalizzato e parzialmente distrutto. La tecnica usata per la costruzione del palazzo El Khasneh al Faroun è quella dall’alto verso il basso. Questa tecnica consisteva nel creare scale scolpite nella pietra (ancora oggi parzialmente visibili), per raggiungere piattaforme naturali, da dove si lavorava la facciata. Gli strumenti usati erano semplici, come testimoniano i segni lasciati, e si limitavano a picconi, scalpelli e mazzuoli. Il materiale estratto dalla parete rocciosa veniva poi suddiviso in grandi blocchi e riutilizzato per la costruzione di edifici all’interno della stessa città. Il progetto del Tesoro del Faraone assolse quindi a due funzioni: era il palazzo monumentale e allo stesso tempo una cava di materiale da costruzione.
La funzione del tempio è stata ampiamente discussa durante gli anni, ma solo recentemente sono state trovate prove certe che la identificano quale mausoleo del re nabateo Areta IV. Nel 2003 infatti, gli scavi dell’equipe dell’archeologo Suleiman Farajat, hanno riportato alla luce quattro camere funerarie 6 m al di sotto dell’attuale piano di calpestio. Secoli di sabbia e detriti hanno celato questa cripta, nella quale sono stati rinvenuti i resti di 11 corpi e diversi oggetti come ciotole per contenere incenso, vasi e monete, risalenti al I sec. d.C.

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ANFITEATRO ROMANO & PORTA TRAIANA

Si prosegue il percorso arrivando alla strada delle facciate (5). Questa consiste in una serie di tombe , circa 40, dalla tipica architettura Nabatea, composta da facciate lisce e linee semplici e geometriche. La tappa successiva è l’anfiteatro romano (7), scavato interamente nella roccia, è in grado di ospitare fino a 3000 persone, circa un terzo della popolazione di Petra.
A seguire troviamo le tombe reali (8), edifici con caratteristiche architettoniche che ricordano l’El-Khazneh. Anch’esse scolpite nella falesia, presentano elementi scultorei di pregio, che descrivono tutte le fasi storiche della città, dai fasti del regno di Areta IV, fino alle contaminazioni con i romani risalenti agli anni 100 d.C.
Successivamente, attraversando le strade sterrate e assolate, tra bancarelle che vendono piccoli ricordi e prodotti locali, si raggiunge la strada delle colonne (11). Qui è possibile ammirare la porta Traiana, che segna il confine tra la zona commerciale e la zona destinata al culto. Si tratta della via principale della città, di epoca romana, fu costruita dopo la conquista avvenuta nel 106 d.C.. ed è caratterizzata da grandi colonne di arenaria che scandivano il percorso e davano accesso alle botteghe.

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QASR AL BINT, GRANDE TEMPIO & MONASTERO AL-DEIR

Proseguendo sulla strada, dove asini e cammelli venivano trainati dai beduini, incontriamo ancora Il grande tempio (12) di origine romana, costituito da un monumentale triplo colonnato. Possiamo ammirare anche Il Tempio dei leoni alati, caratterizzato per le due sculture che accolgono il visitatore, un tempo collocate sulla sommità dei capitelli.

Attraversata la porta Traiana accediamo al Qasr al-Bint (13), una struttura di origine Nabatea risalente al 30 a.C.. Inizialmente il Qasr al-Bint, omaggiava le divinità locali, dopo la conquista romana, si è trasformato in luogo di memoria degli imperatori romani. L’aspetto architettonico era arricchito da scalinate di marmo e colonne dai capitelli con decorazioni floreali, di cui oggi rimangono solo poche testimonianze.

Successivamente, seguendo il ripido sentiero tra le pareti rocciose, iniziamo l’ascesa al monastero Al-Deir (15). Il monastero, che deve il suo nome alle croci bizantine ritrovate al suo interno, ricorda esteticamente il palazzo del tesoro, ma le sue dimensioni sono maggiori: 50 metri di larghezza per 45 di altezza. Fu costruito dai Nabatei tra il II ed il I secolo a.C., come tomba del re Obodas I..

Il percorso nell’affascinante Petra è giunto al termine. Fermatevi per una pausa di ristori nei vari view point, per immortalare panorami suggestivi e poi iniziate la discesa per ritornare all’ingresso del parco archeologico.

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INFORMAZIONI UTILI PER LA VISITA DEL PARCO ARCHEOLOGICO DI PETRA 

Tempo necessario per la visita: dalle 3 alle 6 ore. Percorso principale: circa 3 ore.

Orari d’apertura: mesi invernali: Dalle 06:00 alle 16:00; mesi estivi: dalle 6:00 alle 18:00;

Lun-merc-giov– dalle 20:30 alle 22:30 è possibile prendere parte a Petra by night, per ammirare il Siq e il Tesoro del Faraone illuminati.

Parcheggio: Il parcheggio è comodamente collocato a pochi minuti dall’ingresso del sito archeologico.

Biglietto d’ingresso: Compreso per i possessori di Jordan Pass, altrimenti biglietto giornaliero: 50 JOD. 

Distanza da Amman: 230 km – 2h e 45 minuti

Distanza da Aqaba: 124 km- 2h

Distanza da Mar Morto: 33 km – 60 minuti

➸ Amman e la cittadella

➸ Mar Morto

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